UTERO SETTO E MALFORMAZIONI MÜLLERIANE
Circa il 7% delle donne è portatrice di una malformazione dell’apparato
genitale.
Tali malformazioni sono dette Mülleriane perché durante
le fasi dello sviluppo embrionale l’apparato genitale interno
deriva dall’organo di Müller.
Semplicemente: dagli abbozzi renali , bilateralmente , discendono due
gemme che via via formano gli ureteri, gli annessi (tube ed ovaie) e
l’utero che si forma per la fusione di due metà (due emiuteri)
che si congiungono e si fondono al centro, con successivo riassorbimento
della parte centrale (il setto).
Le anomalie che derivano da difetti di ricongiungimento di queste due
metà danno luogo alle possibili malformazioni.
La più grave è la sindrome di Rokitansky-Kustner (amenorrea
primaria per agenesia utero-vaginale) in cui la donna non manifesta
mai la prima mestruazione proprio per la mancanza dell’utero e
della vagina; normali sono le tube e le ovaie, normali sono i genitali
esterni.
Esistono poi una serie di possibilità : utero doppio con o senza
doppio collo, con o senza doppia vagina, con possibilità di metà
atresiche.
La malformazione più comune è l’utero setto che
deriva dal mancato riassorbimento del setto di fusione tra i due emiuteri
e che può avere vari gradi: setto completo (anche con setto vaginale),
sub setto.
Il setto endouterino è quindi un'anomalia congenita: la sua influenza
sul tasso di concepimento è controversa mentre è certa
l'associazione con l'aborto ripetuto e il parto prematuro.
Con l’isteroscopia la correzione di questa anomalia è divenuta
sempre più agevole e meno invasiva: infatti oggi, con gli strumenti
adatti ed in mani esperte, il setto uterino può essere trattato
e risolto ambulatoriamente con ottimi risultati, senza ricorrere all’anestesia
generale e dunque al ricovero.
DIAGNOSI
Per visualizzare la presenza della cavità uterina, la sua estensione
e la sua duplicità, si utilizzano fondamentalmente tre metodiche:
gli Ultrasuoni, l'Isteroscopia e l'Isterosalpingografia.
In particolare l’ecografia transvaginale può essere la
prima a segnalare un doppio endometrio (anche le tecniche radiologiche
R.S.M e TAC possono risultare molto utili per precisare la diagnosi
ed ultimamente viene suggerito l’uso dell’ecografia 3D-4D).
Assolutamente necessaria è la diagnosi differenziale di certezza
fra utero setto e utero bicorne, poiché l’utero bicorne
deve essere trattato per via chirurgica e ciò può essere
dimostrato con la laparoscopia.
METROPLASTICA ISTEROSCOPICA
Si definisce metroplastica isteroscopica la correzione per via isteroscopica
di una anomalia congenita del corpo uterino, rappresenta oggi il trattamento
di scelta in presenza di utero setto.
Il trattamento è indicato in pazienti sterili, in pazienti con
episodi di poliabortività’, o in pazienti è inserite
in programmi di fecondazione assistita.
Negli ultimi tempi, data la poca invasività della tecnica e la
sua “facile esecuzione”, si sta prendendo in considerazione
l’ipotesi di trattare l’utero setto in pazienti desiderose
di prole che comunque non hanno ancora avuto episodi poliabortivi o
che siano sterili.
Ultimamente, alla luce del fatto che trattare un utero setto è
divenuta tecnica semplice ed ambulatoriale, si può quindi fare
a meno di anestesia e ricovero si è proceduto con la semplice
isteroscopia utilizzando criteri endoscopici.
Utile può risultare il controllo ecografico intraoperatorio,
per ridurre le possibilità di errore ed i rischi di perforazione
uterina.
In previsione di un intervento di metroplastica sarebbe utile preparare
la paziente, trattandola con farmaci che riducano lo spessore dell’endometrio.
L’intervento è volto alla rimozione del tessuto fibroso
costituente il cosiddetto “Setto”, tale procedura, spesso
può essere ripetuta, per cui è necessario che la paziente
ripeta l’isteroscopia una seconda volta, ma ricordando ancora
che essendo un esame ben tollerato ed effettuato “a paziente sveglia”,
la sua ripetizione non risulta difficile soprattutto a fronte di una
eventuale isteroscopia operativa con inserimento di speculum, pinzamento
e dilatazione del collo uterino e cosa più importante, l’esecuzione
di un’anestesia generale.
Il tutto è assolutamente evitabile con l’Isteroscopia
Office.
Un eventuale controllo ecografico intraoperatorio aiuta l’operatore
nella rimozione del tessuto “in più”, l’obiettivo
dell’operatore è quello di ridurre la prominenza del fondo
uterino senza necessariamente abolirla per garantire uno spessore della
parete muscolare dell’utero (miometrio) che non deve essere inferiore
a circa 1-1,5 cm.
Utile può risultare il controllo ecografico intraoperatorio,
per ridurre le possibilità di errore ed i rischi di perforazione
uterina.
Il maggiore vantaggio dell’isteroscopia è la possibilità
di ricontrollare anche a breve distanza la cavità potendo così
eliminare la possibili aderenze post-operatorie.
Ultimamente con questa tecnica abbiamo smesso di prescrivere terapie
sequenziali o di introdurre dispositivi intrauterini dopo la metroplastica.